Fiorello, dietro l’immenso successo si nascondono tremendi fantasmi: il racconto

Rosario Tindaro Fiorello, in arte solo Fiorello, è il famoso showman, comico, cabarettista, imitatore e cantante. Nonché conduttore radiofonico, conduttore televisivo, attore e doppiatore italiano che tutti abbiamo imparato ad amare e conoscere fin dai tempi del Karaoke. Famoso per la sua ironia, Fiorello ha di nuovo parlato della brutta operazione che ha subito di urgenza.

L’operazione che ha salvato Fiorello

Fiorello è un artista a tutto tondo come si dice in gergo. Spazia dai ruoli di conduttore, attore e così via. Intrattiene da anni con il suo programma radiofonico che ottiene sempre alti risultati. Se si potesse descrivere la comicità con una sola parola, il suo nome sarebbe la descrizione appropriata. Quando si pensa a lui ci scappa sempre una risata, ma purtroppo Fiorello ha dovuto subire un’operazione urgente che gli ha salvato la vita. Rosario ha voluto raccontare questa storia per sollecitare i suoi fan ad effettuare controlli di prevenzione. È iniziato tutto con un semplice neo. Per sua fortuna il medico che l’ha visitato, un dottore molto scrupoloso ha voluto monitorare tutto il suo corpo e qui la scoperta. Ha riscontrato infatti un melanoma nelle parti intime, un tumore maligno e mortale. Fortunatamente per Fiore la rapidità dell’intervento per asportare questo neo gli ha salvato la vita.

“Sono stato operato di melanoma alla schiena. Il dermatologo voleva controllare tutto, dai capelli al pisello, per verificare l’esistenza di nei. Io mi sono così abbassato le mutande e ho tirato fuori la ‘belva’”, con queste parole come sempre ironiche ha voluto sdrammatizzare il dramma che ha passato.

Dalla dipendenza alla rinascita

Prima di questo fatto molto drammatico e dell’operazione che ha subito, Fiorello aveva fatto un’altra rivelazione molto personale. All’inizio della sua carriera, la fama gli aveva annebbiato il giudizio e quindi anche lui come tanti del mondo dello spettacolo era caduto nella dipendenza della droga. Fortunatamente grazie al sostegno della sua famiglia di sua moglie e di sua figlia è riuscito ad uscirne. Ha descritto quel periodo con queste parole: “Era la metà degli anni novanta, giravo con guardie del corpo, addetto stampa, segretarie. Avevo fidanzate da rotocalco e storie da una botta e via. Non parlavo più con nessuno, tiravo cocaina. Mi sentivo un duro e invece ero un pupazzo…Per me è stata una malattia. La cocaina è il diavolo, ti illude di non essere solo, ti convince di essere il più forte. Tanti la prendono, tantissimi. Nessuno lo sa, nessuno li scopre. […] Ne sono uscito grazie a lui (indica la foto dietro di lui), non potevo tradire mio padre, uno che si batteva contro il traffico di droga”.