Quando è stata pubblicata la storia infinita? Il Doodle E Le Controversie Sui Film

Ende disprezzò il film, non mantenne il senso originario e cardine del libro

Quando è stata pubblicata la storia infinita?

Google oggi ci pone davanti ad un quesito: “Quando è stata pubblicata la storia infinita?”. Sicuramente difficile rispondere senza rispolverare gli annuari della letteratura tedesca, laddove proviene questo famosissimo best-seller che ha animato un universo cinematografico di fantasia.

Il romanzo Fantasy ha avuto vita nel settembre del 1979 ed oggi Google, con un Doodle narrativo, lo descrive attraverso suggestive e simboliche immagini. Opera dello scrittore tedesco Michael Ende, venne pubblicato a Stoccarda. Il libro venne riadattato nel 1984.

Fu un grandissimo successo letterario e venne per giunta tradotto in varie lingue. In Italia giunse nel 1981.

Il libro si suddivide in 26 capitoli, titolati con le lettere dell’alfabeto, dalla A alla Z, e numerati con cifre romane.

Il concetto di base del libro appare fin da subito semplice ai suoi estimatori: un bambino supera il lutto della madre utilizzando la fantasia. Rifugiandosi nelle storie lette nei libri e rendendole vive e vere, cresce, impara, si rafforza ed elabora il lutto.

Purtroppo, l’adattamento cinematografico, avvenuto nel 1984, non piacque ad Ende, che non apprezzò i cambiamenti al copione dell’ultimo minuto. Egli vide la sceneggiatura definitiva solo cinque giorni antecedenti la prima del film e perciò ottenne giuridicamente che il suo nome venisse eliminato dagli sceneggiatori dello stesso. La Storia Infinita, il film cardine e primo di una trilogia fantasy, ebbe, tuttavia, un grande successo, immergendo adulti e bambini in un universo fantastico senza tempo e luogo, in cui sognare.

Il secondo film, invece, non fu apprezzato dalla critica che lo tacciò come tedioso e piatto. Il terzo, addirittura, venne ritenuto privo di fascino o di fantasia e non si rifece alla storia originale.

Quando è stata pubblicata la storia infinita?

La critica più grossa che Ende mosse all’universo cinematografico ispirato al libro fu quella di aver snaturato la storia, eliminandone il senso, ossia la maturazione del piccolo eroe attraverso la creatività. Bastian non usava armi. L’unica arma a sua disposizione, e la più potente, era la fantasia.