Perché gettare soldi nelle fontane e nei pozzi

Italiani e stranieri hanno adottato la particolare usanza, ma perché si gettano soldi nelle fontane? Ebbene, il gesto ha origini radicate nelle tradizioni celtiche e germaniche

Perché gettare soldi nelle fontane e nei pozzi?
Perché gettare soldi nelle fontane e nei pozzi

In Italia abbiamo una miriade di fontane. Solamente Roma con la sua Fontana di Trevi guadagna circa 1500 Euro in monetine al giorno. Gettare soldi in una fontana o in un pozzo è un gesto dalle origini molto antiche, attribuibile a superstizioni popolari. La credenza diffusa era che le divinità erano solite abitare nell’acqua.

Gettare soldi nelle fontane, le origini

i Celti e le popolazioni germaniche hanno il primato di aver adottato l’usanza per primi. Le popolazioni celtiche erano anche solite posizionare delle statue di legno a ridosso dei pozzi. I Germani avevano la tradizione di gettare le armi dei nemici sconfitti. In questo caso, anche in fiumi e corsi d’acqua. Era una sorta di offerta alle divinità per la buona riuscita dell’impresa. Tra le divinità acquatiche più note è conosciuto il Dio Mimir. Nella mitologia nordica, è per antonomasia famoso per la sua saggezza e perché custode di una fonte magica. Da qui, la tradizione delle fontane.

Perché gettare soldi nelle fontane e nei pozzi
Perché gettare soldi nelle fontane e nei pozzi

Perché gettare soldi nelle fontane oggi

In tempi antichi, fare un’offerta alle divinità era una maniera per garantirsi favore, fortuna e benessere. Il gesto aveva anche un motivo igienico: il denaro era composto da rame e argento. A contatto con l’acqua si innescava una reazione chimica che era in grado di impedirne l’inacidimento. Oggi, gettare soldi nelle fontane è diventato un business, in quanto le monete raccolte vengono donate per opere di carità.