Bambino con due mamme e un papà: il primo caso al mondo

Dna fecondazione in vitro

La notizia arriva dal Messico ed è stata resa nota soltanto ora, anche se la nascita è avvenuta il 6 aprile di quest’anno. L’eccezionalità della cosa è nel fatto che questo bambino è stato generato in vitro, attraverso un ovulo della mamma e gli spermatozoi del papà ma solo dopo che i medici hanno sostituito parte del DNA dei mitocondri materni con un frammento di DNA donato da un’altra donna. Di fatto il neonato geneticamente ha due mamme.

Il perché di questo è da riferire ad un problema genetico nei mitocondri delle cellule della mamma, che sono organuli contenuti nelle cellule di tutto il corpo, quindi anche negli ovociti, che vengono trasmessi dalla mamma al bambino. Per inciso è questo il motivo per cui nelle ricerche genetiche il DNA mitocondriale identifica con certezza assoluta la madre, come anche il caso del delitto della piccola Yara con tutte le indagini genetiche svolte ci ha insegnato.

L’applicazione di questa tecnica di sostituzione del DNA nei mitocondri materni si è resa necessaria perché l’alterazione aveva già provocato la morte di altri due figli della coppia a causa dell’insorgenza della sindrome di Leigh. Tale malattia è geneticamente trasmessa e provoca l’insorgenza di gravissime alterazioni cerebrali nella primissima infanzia, spesso già nei primi tre mesi d’età, talvolta in modo leggermente più tardivo, colpendo il cervelletto e alcune aree cerebrali fondamentali trasformando in tessuto spugnoso e poi necrotico la materia grigia e provocando conseguentemente la morte, spesso interessando anche altri organi come i reni attraverso l’acidosi lattica, ossia un abnorme accumulo di acido lattico nell’organismo.

Anche Telethon si sta occupando della ricerca riguardante questa patologia ma al momento non esistono cure. Tornando al bambino in questione, la nascita è avvenuta in Messico, Paese dove è ammessa questa tecnica, anche se è stata attuata dal Dott.John Zhang che normalmente opera presso il New Hope Fertility Center di New York. In realtà la tecnica sostitutiva di frammenti di DNA era già stata tentata negli anni 90 ma i tre bimbi nati avevano avuto varie e serie complicazioni ed erano deceduti e la tecnica vietata e accantonata.

Oggi il progresso scientifico ha consentito di portare avanti con successo la sostituzione genetica, che rappresenta soltanto lo 0,1% del corredo genetico del bambino e non altera minimamente le caratteristiche somatiche, quindi le somiglianze ai genitori del bambino nato, finalmente e fortunatamente, sano.